Il grande linguista Gian Luigi Beccaria compie novant’anni e denuncia il declino della lingua italiana. In un’intervista a La Repubblica, attacca l’invasione degli anglicismi e l’uso di termini burocratici come “attenzionare” e “monitorare”, definiti “orribili”.

Beccaria ricorda la grandezza della letteratura italiana – da Dante a Manzoni – che ha forgiato un’identità nazionale prima ancora dell’Unità. Oggi però l’Italia è diventata “un colabrodo” linguistico, mentre paesi come la Spagna difendono meglio la propria lingua.
La colpa? Anche della scuola, dove i professori sono “costretti a riempire moduli invece di fare didattica”. La burocrazia toglie tempo all’insegnamento e alla trasmissione del patrimonio culturale. La provocazione finale del linguista: perché difendiamo gli animali in pericolo e ignoriamo le parole che scompaiono?
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Πηγή: www.orizzontescuola.it
